Lovecraft e Altre Storie – Dino Battaglia volume unico cartonato – Edizioni NPE

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EAN: 9788888893891
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Lovecraft e Altre Storie – Dino Battaglia volume unico cartonato – Edizioni NPE 

 

 

 

 

 

Autore:  Battaglia Dino
Collana:  Dino Battaglia

Formato:  21×30 cm, 104 pag., cartonato in bianco e nero

Una straordinaria raccolta di fumetti brevi, dove il Maestro veneziano ha decisamente dato il meglio di sé e dove le atmosfere sono quelle a lui più congeniali: l’orrore indefinito, l’angoscia, l’animo umano.

Lovecraft e altre storie contiene:

– Omaggio a Lovecraft
– Totentanz
– Il Golem
– Il Patto
– La Malizia del Diavolo
– Lo strano caso del dottor Jekyll e del signor Hyde.

La prima storia tratta i temi dal grande scrittore di Providence Howard Phillips Lovecraft, di cui nel 2017 (data in cui è stato pubblicato questo volume) ricorrono gli 80 anni dalla morte.

 

Una letteratura, quella lovecraftiana, di cui anche Dino Battaglia apprezzò il paradosso, se contiamo che la sua opera era saldamente fondata sull’elemento soprannaturale nonostante lui fosse notoriamente un ateo, materialista e darwinista (soprannaturale che era stato già introdotto da Edgar Allan Poe e che poi aveva messo radici con Robert W. Chambers nella seconda metà del 1895, con quel The King in Yellow, in Italia con il titolo “Il Re Giallo”) antesignano del Necronomicon e a sua volta ispirato dal racconto di Ambrose Bierce del 1886 Un abitante di Carcosa.

Un’idea dell’orrore teorizzata in un vero e proprio canone, che Lovecraft ha voluto lasciare ai posteri per ridefinire interamente il genere, sebbene il suo stile non fu mai veramente apprezzato in vita (a tal punto che Borges lo definì “mediocre”).

La seconda storia è invece ispirata a una “dansa macabra” composta da Franz Liszt, Il Golem si rifà alla tradizione giudaica. L’ultimo fumetto è ovviamente la trasposizione dell’omonima opera di Robert Louis Stevenson.

Un’ampia introduzione di Angelo Nencetti inquadra le origini pittoriche dell’opera e dello stile di Dino Battaglia, rintracciando similitudine e parallelismi di notevole interesse con i grandi illustratori inglesi di fine Ottocento. 

 

La postfazione è invece di Alfredo Castelli ed approfondisce Il Golem, il suo rapporto con l’omonimo film tedesco e la gestazione dell’opera da parte del Maestro veneziano.